Comune di Rubiera

Itinerario storico artistico

Percorrendo il centro storico, sul lato meridionale della Via Emilia, circa a metà tra Palazzo Sacrati e quello del Podestà, si può ancora scorgere l’edificio, ora adattato ad abitazione civile, della Antica Parrocchiale di Rubiera, che compare nel 1302 con il titolo di S. Donnino e S. Biagio. Abbandonata come ufficio parrocchiale nel 1720 fu ridotta ad uso di cimitero, poi trasformata in fienile e quindi in casa nel 1847. La Chiesa aveva una sola navata con cinque cappellette da una parte e quattro dall’altra. Rimane ancora la testimonianza dell’abside medioevale, decorato con archetti intrecciati e sul tetto l’alta torre campanaria costruita alla fine del XV secolo.
L’attuale Chiesa parrocchiale, situata sullo stesso lato della Via Emilia, fu costruita dai Padri Conventuali di Rubiera agli inizi del Settecento, come testimoniato dall’epigrafe all’interno dell’edificio. Agli inizi del Novecento l’edificio è dotato di eleganti decorazioni nell’abside e il disegno della facciata è rinnovato dal prof. Ernesto Manzini dell’Istituto Belle Arti di Modena. L’interno, in stile composito, è ad una sola navata, con due cappelle per ogni lato, coro a mezzogiorno e porta maggiore sulla Via Emilia, preceduta da un ampio portico.
Nel 1710 il Marchese Scipione Sacrati promosse la costruzione della Chiesa della SS. Annunziata, di fronte a Palazzo Sacrati. L’edificio, realizzato dalla Confraternita dell’Annunziata, ha un’elegante facciata, opera di Alessandro Berti.
Palazzo Sacrati, sede del Municipio, e il Palazzo Civico, sede della Biblioteca Comunale “A. Urceo Codro”, rappresentano le due architetture civili di maggior pregio.
Il primo, occupando una posizione leggermente eccentrica all’interno del borgo, fu certamente l’episodio edilizio più importante nella Rubiera del tempo e l’avvio del rinnovamento architettonico della cittadina ad opera della famiglia Sacrati. Costruito inizialmente dai Boiardo nel Trecento, fu trasformato dai Sacrati intorno alla metà del XV secolo, secondo i modelli architettonici dei palazzi ferraresi dell’epoca. Restaurato nel 1986, conserva al piano terra un grande porticato esterno ed interno con capitelli decorati, un cortile d’onore e, al primo piano, un salone d’onore che si affaccia sul cortile.
Il Palazzo Civico, un tempo sede del Podestà, mostra tracce dell’età rinascimentale. Situato dalla stessa parte di Palazzo Sacrati, più vicino però alla porta orientale del paese, si affaccia sulla Via Emilia con la fronte porticata ed è contrassegnato da una massiccia torre Cinquecentesca. Visto dall’esterno, la sua struttura risulta omogenea per la presenza di un portico a quattro larghe e basse arcate che unificano il fronte, ma le sue origini non sono unitarie e l’edificio risulta dall’accorpamento e dall’adattamento di case preesistenti del quattrocento, di cui all’interno si possono scorgere alcune eleganti finestrelle e un soffitto a cassettoni ed affresco del XV secolo. Diversi sono i riferimenti quattrocenteschi presenti nelle case del borgo.
Si veda l’edificio, oggi sede del Credito Emiliano, con resti dell’arco di forma ogivale sul portone d’ingresso della sede e la casa, posta accanto all’antica chiesa parrocchiale, su cui sorge la Cinquecentesca Torre dell’Orologio.
Degni di nota e testimonianza delle origini del borgo sono i resti del Forte di Rubiera. La rocca venne costruita nel 1200 dal Comune di Reggio Emilia a difesa della Via Emilia e del transito sul Secchia e per salvaguardare l’utilizzo delle acque del fiume. La cinta muraria, di cui restano solo poche tracce, venne edificata nel 1421 dai Sacrati e demolita nel secolo XIX.
Infine, sul lato nord del Forte, si trova il Teatro Herberia, costruito nel 1926 in stile liberty dall’architetto Costa ed ora completamente restaurato. Il Teatro Herberia dispone di una platea, che può ospitare fino a trecento posti, di una galleria e di un palcoscenico variabile. Dotato di moderni impianti tecnici, svolge un’intensa attività teatrale e musicale ad opera dell’Associazione Culturale “Centro teatrale La Corte Ospitale”.
 
Seguendo la strada per la frazione di S. Faustino, a un chilometro circa dal centro, si incontra Palazzo Rainusso, con l’annesso parco. Edificato come antico convento alla fine del XV secolo, venne soppresso nel 1768 e trasformato in dimora civile. All’interno un immenso scalone con decorazioni in cotto del XVIII secolo e all’esterno una notevole cancellata del G.B. Malagoli del XVII secolo.
 
Poco distante, in direzione per Fontana, appare l'Ospitale, autentico ospitale per pellegrini, edificio rinascimentale costruito nella prima metà del Cinquecento (aperto al pubblico la quarta domenica di ogni mese da aprile ad ottobre dalle ore 16.00 alle ore 19.00 - Costo del biglietto intero: € 3.00, ridotto per studenti: € 1.50, comitive di almeno 15 persone: € 2.50 a testa; riduzione di un euro per i possessori della Castelli card).
 
Raggiunta la frazione di S. Faustino, notevole è la Pieve Romanica, una delle più belle e antiche della Diocesi della Provincia di Reggio Emilia. Secondo la tradizione, il primitivo tempio venne fatto ricostruire dalla Contessa Matilde di Canossa che, nella zona, possedeva diversi beni. La facciata, ricostruita nel 1870, è in stile romanico-lombardo, su disegno del Prof. Faccioli di Bologna. La porta arcuata è ornata da colonne di marmo e da un tempietto. L’architettura interna è stata ampiamente trasfomrata e solo in parte sono visibili alcuni elementi dell’antica struttura. All’interno un tabernacolo in marmo di Carrara, un prezioso affresco duecentesco della Madonna con Bambino e una tela cinquecentesca raffigurante i Santi Faustino e Giovita.

Raggiungendo le frazioni di Fontana e di Sant’Agata si notano la Chiesa dei SS. Fabiano e Sebastiano e la Chiesa di Sant’Agata in Casale, con all’interno scagliole rappresentanti la martire e affreschi e dipinti del XVII secolo.

 



Ultimo aggiornamento: 03/11/09