Vaccinazioni: via alle prenotazioni per gli over 70. “Estremamente vulnerabili” contattati dall’Ausl via SMS.

  • Da lunedì 12 aprile 2021 sarà possibile prenotare le due dosi della vaccinazione contro il Covid per le persone nate dal 1951 al 1947 compresi (da 70 a 74 anni). Nella nostra provincia le persone che rientrano nella fascia di età 70-74 anni sono circa 20.000.

    Al momento della prenotazione del vaccino, il cittadino deve comunicare i dati anagrafici – nome, cognome, data e comune di nascita o, in alternativa, il codice fiscale e un numero di cellulare di riferimento. Dopo la prenotazione, per cui non è necessaria la ricetta medica, il cittadino riceve un primo sms con data, luogo e orario dell’appuntamento per la somministrazione della prima dose, a cui bisogna presentarsi con un documento di identità in corso di validità. In seguito, il cittadino riceve un secondo sms che contiene un link che indirizza a diversi documenti: una nota informativa da leggere, il consenso, che andrà firmato al momento della vaccinazione e la scheda anamnestica, che contiene una serie di informazioni circa lo stato di salute generale dell’individuo, che può essere compilata direttamente dal cellulare. Una volta compilata la scheda dal cellulare si riceve, all’indirizzo di posta elettronica comunicato al momento della compilazione, un file pdf da stampare e portare al primo appuntamento.

    Dopo la somministrazione della prima dose, circa due settimane prima della data prevista per la seconda dose, il cittadino riceve un terzo sms con appuntamento, data, luogo e orario, per la somministrazione della seconda dose del vaccino. A seguire il cittadino riceve un quarto sms con un link che indirizza ad un questionario che contiene delle domande, a cui si può rispondere direttamente dal cellulare, riguardanti eventuali sintomi o problemi di salute insorti dopo la prima vaccinazione.

    Anche in questo caso, compilando il questionario dal cellulare si riceverà un file pdf all’indirizzo di posta elettronica comunicato al momento della compilazione, da stampare e portare al secondo appuntamento. Le persone che hanno compilato i moduli via cellulare e non possono stamparli a casa, potranno chiederne la stampa all’ambulatorio vaccinale, al momento dell’accesso.

    E’ possibile ritirare la documentazione in formato cartaceo agli Uffici Relazione con il Pubblico presenti in ogni distretto della provincia, oppure scaricarli dalla home page del sito internet.

    Le persone che ne abbiano necessità possono farsi accompagnare agli ambulatori vaccinali da un familiare o un accompagnatore che potrà seguirle per tutta la durata del percorso vaccinale.  

    Si ricorda infine che per chi ha avuto il COVID-19 durante la seconda ondata, cioè negli ultimi mesi, è consigliabile fare un’unica dose di vaccinazione tra 3 e 6 mesi dall’infezione.

    Come e dove prenotare:

    Ricordiamo che le persone che non sono in grado di raggiungere gli ambulatori vaccinali per impossibilità a muoversi potranno, dopo una valutazione clinica, essere vaccinate a domicilio. In questo caso non bisogna prenotare un appuntamento, ma il numero da chiamare è il 0522 338700, attivo dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 18.00. Le richieste di queste persone saranno valutate per capire la reale condizione di non trasportabilità. E’ quindi estremamente importante che le richieste per queste persone siano motivate da reale ed effettiva impossibilità a muoversi per motivi sanitari e non da motivi di mera logistica o come scelta maggiormente gradita al paziente e alla famiglia, questo anche per evitare che i tempi per la vaccinazione si allunghino. Una ulteriore raccomandazione importante è quella di presentarsi agli ambulatori vaccinali in orario, né in anticipo né in ritardo, sia per evitare pericolosi assembramenti, sia per garantire uno scorrevole ed efficiente svolgimento dell’attività vaccinale.

    Per informazioni sulla prenotazione del vaccino COVID è possibile scrivere a info.vaccinazionecovid19@ausl.re.it

    Categorie “estremamente vulnerabili”

    Coloro che rientrano nella categoria degli “estremamente vulnerabili”, così definita a livello nazionale in relazione a determinate problematiche di salute, dalle malattie respiratorie e cardiocircolatorie a quelle autoimmuni, passando per patologie oncologiche e trapianti, saranno invece presi direttamente in carico dalle Aziende sanitarie di riferimento, che provvederanno a contattare i pazienti a mano a mano che arriveranno i vaccini.

    “Estremamente vulnerabili”, chi rientra in questa categoria di persone

    Gli appartenenti a questa categoria sono stati individuati dal Comitato scientifico nazionale (Cts) attraverso un confronto con società scientifiche di riferimento. Ne fanno parte persone con particolari fragilità dovute a specifiche patologie valutate come particolarmente critiche, poiché correlate al tasso di letalità associata a Covid-19 per danno d’organo preesistente o compromessa capacità di risposta immunitaria all’infezione da SARS-CoV-2.

    Si tratta, nello specifico, di:

    • fibrosi polmonare idiopatica, ossigenoterapia;
    • scompenso cardiaco in classe avanzata III e IV NYHA; pazienti che hanno avuto uno shock cardiogeno;
    • sclerosi laterale amiotrofica; sclerosi multipla; paralisi cerebrali infantili; pazienti in trattamento con farmaci biologici o terapie immunodepressive e i loro conviventi; miastenia gravis; patologie neurologiche disimmuni;
    • diabete di tipo 1 in soggetti maggiori di 16 anni, diabete di tipo 2 in pazienti che necessitano di almeno 2 farmaci ipoglicemizzanti orali o insulina o con una vasculopatia periferica, endocrinopatie severe quali ad esempio mordo di Addison;
    • fibrosi cistica;
    • pazienti sottoposti a dialisi;
    • malattie autoimmuni – immunodeficienze primitive con grave compromissione polmonare o marcata immunodeficienza e i loro conviventi; immunodepressione secondaria a trattamento terapeutico e i loro conviventi;
    • pazienti con diagnosi di cirrosi epatica;
    • pazienti con pregresso ictus ischemico o emorragico cerebrale che abbia compromesso l’autonomia neurologica e cognitiva del paziente affetto. Persone che hanno subito un ictus nel 2020 e negli anni precedenti con rankin maggiore o uguale a 3;
    • patologia oncologica o oncoematologica in trattamento con farmaci immunosoppressivi, mielosoppressivi o a meno di 6 mesi dalla sospensione delle cure e i loro conviventi. Genitori di pazienti con queste patologie sotto i 16 anni di età. Pazienti affetti da talassemia;
    • sindrome di Down;
    • trapianto di organo solido: persone in lista di attesa e sottoposte a trapianto di organo solido o emopoietico e i loro conviventi dopo 3 mesi dal trapianto ed entro 1 anno dalla procedura; pazienti che abbiano sviluppato una malattia del trapianto contro l’ospite cronica in terapia immunosoppressiva e i loro conviventi;
    • grave obesità: indice di massa corporea (BMI) superiore a 35.
    • disabilità gravi e familiari conviventi e caregiver che forniscono assistenza gratuita o a contratto.

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