Grass*: i corpi grassi tra discriminazione e resistenza



Incontro con Elisa Manici, autrice ed attivista.

Lo stigma sulla grassezza ha origini antiche: si è sviluppato insieme alla stessa società occidentale. Cercare di capire perché le persone grasse siano detestate e disumanizzate non elimina l’emarginazione, ma offre strumenti per prendere consapevolezza di schemi mentali che vengono attivati in maniera quasi inconsapevole.
È previsto un focus sulla sessualità di donne e persone Afab grasse.

Elisa Manici, precariamente giornalista professionista, scrittrice e divulgatrice. Per due anni (2019-2021) è stata direttora responsabile della Falla, il giornale edito dal Cassero di Bologna, di cui oggi cura l’ufficio stampa. Ha scritto su molte testate, dalla 27a ora a Chime zine di Gucci, dal Tirreno a Domani, a Frute.
Transfemminista queer, da 26 anni attivista LGBTQIAP+, si è occupata a lungo dell’organizzazione di eventi culturali (Soggettiva, Lesbicx). Analista dei media da sempre, fiera fat queer activist dal 2009, a fine giugno 2021 è uscito il suo primo libro, Grass*, per Eris Edizioni, che è andato in ristampa esattamente un anno dopo. Attualmente sta curando il volume Queer Gaze 2 per Asterisco, uno sguardo critico queer sulla serialità televisiva, in uscita per giugno 2023, e la riedizione del celebre quaderno Cassero Ha più diritti Sodoma di Marx, di Beppe Ramina, in uscita a dicembre.
Entro qualche settimana uscirà anche il suo primo podcast, interamente finanziato dal basso.