Lotta alla processionaria del pino

La Processionaria è un insetto lepidottero che causa dissecamenti a defogliazioni a carico dei pini.
Predilige il pino nero ma può infestare anche il pino silvestre, il pino marittimo e varie specie di cedro.
I peli urticanti presenti sul corpo delle larve le rendono particolaremente pericolose per le persone e gli animali domestici, soprattutto nella fase di fuoriuscita dai nidi invernali.
La lotta alla processionaria è regolamentata dal D.M. 17 aprile 1998. Per prevenire le infestazioni è bene evitare la messa a dimora di conifere del genere Pinus (in particolare di Pinus nigra) ad un´altitudine inferiore ai 500 metri s.l.m. e, in ogni caso, nelle zone particolarmente colpite dal parassita.

Per la lotta alla processionaria occorre intervenire in diversi momenti dell´anno.
In inverno (indicativamente tra dicembre e l´inizio di febbraio): è il periodo in cui ci si accorge della presenza dell’insetto, quando sono ben visibili sulla chioma, soprattutto nelle porzioni esterne, i nidi formati dalle larve. Altrettanto ben visibili sono le “processioni” che si osservano sui tronchi, sull’erba, sul selciato nel periodo primaverile che precede il loro interramento nel suolo. Attenzione però: la massima pericolosità dell´insetto coincide con il periodo immediatamente precedente all´apertura del nido . In questa fase occorre accuratamente evitare ogni contatto con le larve, altamente urticanti; pertanto, se da un lato è di fondamentale importanza, ove tecnicamente possibile, tagliare e bruciare i nidi larvali, dall’altro occorre operare con la massima cautela adottando adeguate misure protettive. Il taglio dei nidi riduce la pressione esercitata dall’insetto, ma non abbatte completamente l’infestazione.

A fine estate (indicativamente nella seconda metà di settembre): è il momento di effettuare 1 – 2 trattamenti alla chioma con preparati microbiologici a base di Bacillus thringiensis var.kurstaki. Dosi di 100-150 grammi di prodotto diluiti in 100 litri di acqua forniscono ottimi risultati nei confronti delle larve di prima e seconda età. Dosi superiori (fino a 300-350 g/hl di acqua) sono indispensabili nel caso di trattamenti su larve più grosse. Gli interventi vanno eseguiti nelle ore serali e in assenza di vento, avendo cura di bagnare la chioma in maniera uniforme. Trattandosi di un prodotto biologico, ha una limitata azione nel tempo ed è facilmente dilavabile; pertanto, in caso di forte infestazioni o di piogge successive al trattamento, è bene eseguirlo nuovamente dopo 4-5 giorni.
Si ricorda che Bacillus thuringiensis è del tutto innocuo per l´uomo, i vertebrati e gli insetti utili in genere. Risulta quindi particolarmente interessante per l´impiego in ambiente urbano.
Mezzi complementari di lotta sono inoltre costituiti dalle trappole a feromoni sessuali per la cattura massale dei maschi adulti. In parchi e giardini pubblici si consigliano 6-8 trappole/ettaro, distanti tra loro 40-50 metri, posizionandole nei punti più soleggiati; nelle pinete vanno collocate ogni 100 metri lungo il perimetro e le strade di accesso. L´installazione deve precedere di poco lo sfarfallamento degli adulti quindi, a seconda delle condizioni ambientali, va effettuata a partire dalla metà di giugno. Vanno fissate ad un ramo in posizione medio-alta e sul lato sud-ovest delle piante.
Gli interventi messi in atto contro la processionaria non possono tuttavia evitare il ripresentarsi in futuro di nuove infestazioni, pertanto non sono in grado di abbattere completamente la popolazione dell´insetto. Al contrario, devono perseguire l´obiettivo di contenerne per quanto possibile la diffusione e, di conseguenza, l´azione dannosa.