Agevolazioni I.M.U. conseguenti Covid-19

AGEVOLAZIONI I.M.U. PREVISTE A SEGUITO EMERGENZA COVID-19
Per l’anno 2021 sono state previste delle agevolazioni per i soggetti che più hanno subito gli effetti delle misure di contenimento imposte per fronteggiare l’epidemia Covid-19.
L’articolo 1, comma 599, della legge di bilancio 2021 (legge 178/2020) conferma l’esenzione della prima rata I.M.U. 2021 per gli immobili adibiti ad attività di tipo turistico o di intratteniment e comparto fieristico già applicate nel 2020. A questa, si aggiunge l’esenzione già disposta dall’articolo 78 del D.L. 104/2020, per gli anni 2021 e 2022, con riferimento alle unità destinate a cinema e teatri.
In particolare, ai sensi dell’art. 1, c. 599 della L. 178/2020, sono esenti dal pagamento della prima rata I.M.U. 2021 le seguenti fattispecie:
a) immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché immobili degli stabilimenti termali (esente anche la I° rata e II° rata I.M.U. 2020);
b) immobili rientranti nella categoria catastale D/2 (alberghi e pensioni) e relative pertinenze, immobili degli agriturismi, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanze, dei bed and breakfast, dei residence e dei campeggi, a condizione che i relativi soggetti passivi d’imposta siano anche gestori delle attività ivi esercitate (esente anche la I° rata e II° rata I.M.U. 2020);
c) immobili rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni (esente anche la I° rata e II° rata I.M.U. 2020);
d) immobili destinati a discoteche, sale da ballo, night club e simili a condizione che i relativi soggetti passivi d’imposta siano anche gestori delle attività ivi esercitate (esente anche la I° rata e II° rata I.M.U. 2020).
Con riferimento alle attività di bed & breakfast e di affittacamere, le Faq pubblicate sul sito del dipartimento delle Politiche fiscali precisano che l’attività deve essere svolta in forma imprenditoriale, anche se questo non è imposto dalla normativa in materia.
Alle misure della manovra 2021 si aggiungono quelle dell’articolo 78 del D.L. 104/2020:
immobili rientranti nella categoria catastale D/3 destinati a spettacoli cinematografici, teatri e sale per concerti e spettacoli, sono esenti per le intere annualità 2021 e 2022, a condizione che i relativi soggetti passivi d’imposta siano anche gestori delle attività ivi esercitate (esente la II° rata I.M.U. 2020).
La regola è che l’esonero prescinda dalla categoria catastale ma sia condizionato alla destinazione d’uso dell’unità immobiliare.
Fanno eccezione:
1) gli alberghi e pensioni che devono ricadere nella categoria catastale D2;
2) le unità fieristiche che devono appartenere alla categoria catastale D;
3) i cinema e teatri che devono essere classificati nella categoria D3.
Il Decreto Legge c.d. “Sostegni” n. 41 del 22 marzo 2021, convertito con Legge n. 69 del 21 maggio 2021, art. 6 – sexies, ha esentato dal pagamento della prima rata dell’IMU 2021 i soggetti destinatari del contributo a fondo perduto disposto dal medesimo D.L., cioè i soggetti passivi titolari di partita IVA che svolgono attività d’impresa, arte o professione o producono reddito agrario, con alcune eccezioni e a specifiche condizioni, in termini di limiti di reddito, ricavi o compensi, valevoli per accedere al contributo.
Nello specifico, l’esenzione si applica solo agli immobili nei quali i soggetti passivi esercitano le attività di cui siano anche gestori e a condizione che l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2020 sia inferiore almeno del 30% rispetto a quelli registrati nel 2019. Ai soggetti che hanno attivato la P.I. dal 1° gennaio 2019 l’esenzione spetta anche in assenza dei requisiti di cui sopra.
L’esenzione di cui all’art. 6 – sexies non spetta:
a) ai soggetti con ricavi o compensi superiori a dieci milioni di euro nel periodo di imposta 2019 (ad esclusione dei soggetti titolari di reddito agrario);
b) ai soggetti la cui attività risulti cessata alla data di entrata in vigore del Decreto n. 41 (22 marzo 2021);
c) ai soggetti che hanno attivato la P.IVA dopo l’entrata in vigore del decreto.

Presentazione della Dichiarazione I.M.U.:
Disposizioni specifiche al riguardo dovranno essere previste dal Decreto MEF che disciplinerà l’obbligo dichiarativo, come previsto dall’art. 1, comma 769, Legge n. 160/2019.